Il sigillo della GLDI

Il sigillo della Gran Loggia d’Italia degli Antichi Liberi Accettati Muratori

 

La Massoneria parla per simboli. La sua caratteristica è usare immagini esoteriche per trasmettere principi e concetti. Il sigillo della Gran Loggia d’Italia degli Antichi Liberi Accattati Muratori presenta numerosi simboli che racchiudono una molteplicità di messaggi e significati.

Il fregio è racchiuso in un cerchio, figura geometrica tracciata dal compasso che è uno degli strumenti più noti e tipici della Libera Muratoria. Viene rappresentato comunemente insieme alla squadra, a simboleggiare la materia e il percorso ascensionale dell’uomo. La circonferenza è simbolo della perfezione e del passaggio dal materiale all’immateriale. L’uomo non è un essere perfetto ma è perfettibile. Il suo costante impegno nella ricerca è teso al raggiungimento della Verità, pur consapevole che potrà soltanto accostarsi a essa senza mai raggiungerla del tutto. Se fatto bene, il percorso iniziatico consente di raggiungere l’elevazione della mente per livelli via via superiori.

All’interno del cerchio è riportata la scritta Gran Loggia d’Italia degli Ant∴ Lib∴ Accett∴ Muratori e nel secondo livello è riportata la scritta Qui quasi cursores vita lampadae tradunt. Questa frase contiene il compito dei Massoni di trasmettere anche alle generazioni future la lampada della Vita, quasi fossero corridori, tedofori. Questa è la tradizione: cogliere gli insegnamenti del passato, conservare i principi universali che hanno condotto alla Libertà, all’Uguaglianza e alla Fratellanza, e trasmetterli ai nostri successori.

Partiamo dal basso e scopriamo i segni grafici sul sigillo. A destra, sotto le zampe della Sfinge, c’è un ramo d’acacia. Si tratta dell’elemento caratterizzante il grado di maestro e simboleggia l’immortalità dell’anima. E’ legata alla leggenda di Hiram, l’architetto costruttore del Tempio di Re Salomone. La Sfinge è un elemento passivo e femminile. Posa le sue zampe salde a terra, indicando l’attaccamento alla materia. L’elemento femminile in Massoneria viene indicato con la Luna (disegnata sul fianco della Sfinge, rovesciata), alla quale fa da contrappeso il sole, elemento maschile. Sul fregio, l’astro splendente sovrasta tutti gli altri oggetti, collocandosi come elemento irradiante. Il sole trasmette calore, vita. Dai suoi raggi luminosi deriva la forza che consente al Libero Muratore di staccarsi dalla materia e tendere verso l’Alto alla ricerca della conoscenza.

Dietro la Sfinge è disegnata la piramide. Nella Libera Muratoria è l’immagine che rappresenta un percorso ascendente ed è anche simbolo della maestria dell’architettura in quanto la piramide è figura solida stabile che trae origine da facciate triangolari e termina con un vertice. Il triangolo e il numero tre sono molto ricorrenti e significativi in Massoneria.

La piramide, dall’antica origine egizia, è costruita con la sovrapposizione di massi squadrati. L’immagine della pietra levigata riconduce al lavoro che ogni Libero Muratore opera su se stesso, partendo dalla pietra grezza. Il suo obiettivo è scolpire se stesso (la pietra grezza), smussare le imperfezioni per arrivare alla pietra squadrata. Così potrà creare il proprio Tempio, che altro non rappresenta che egli stesso. La piramide presenta una porta aperta, simbolo dell’entrata nella caverna che è il luogo simbolico dell’iniziazione, dove il profano si purifica ed è pronto per ricevere la Luce. La Sfinge fa da guardia, assimilabile alla figura del copritore durante i lavori di loggia. Ai lati della porta sono collocate due colonne, che ricordano le colonne B e J all’ingresso del Tempio, simboli di forza e bellezza. E’ il sole, invece, a simboleggiare il terzo elemento che è la saggezza. Nei lavori di loggia è impersonata dal Maestro Venerabile.

In Massoneria tutto ha una collocazione precisa. I simboli, la ritualità, i gesti racchiudono significati che solo l’occhio attento del Libero Muratore riesce a scorgere e la sua mente “attrezzata” a interpretare. Gli elementi caratteristici del sigillo della Gran Loggia d’Italia, di cui abbiamo tracciato brevemente il contenuto esoterico, fissano alcuni dei pilastri su cui l’Obbedienza si fonda. Conoscerli fino in fondo significa reinterpretarli ogni qualvolta il proprio livello di conoscenza si eleva di un gradino. Ancora una volta, ricorre il fine ultimo della Libera Muratoria: porsi domande sempre nuove e cercare le risposte, non accontentandosi di soluzioni parziali. Questa è la vera caratteristica del Massone: proseguire sempre la sua ricerca, in quell’incessante anelito di conoscenza che non si esaurisce mai.